Karen Berestovoy è nata in Argentina il 19 Aprile 1965, vive e lavora a Varese. Ha al suo attivo numerose esperienze e collaborazioni con importanti enti pubblici e privati nonchè diverse mostre personali.
Nel 1991 ha partecipato ai corsi di laboratorio di scultura e Pittura presso l’Università del Cile, nel biennio 1992/93 ha partecipato ad un corso di Fotografia, laboratorio e illuminazione presso il Foto Cine Club de Cile, nel 99 ha conseguito la Laurea in Storia dell’arte, Conservazione beni culturali presso l’Università Internazionale SEK, in Cile, nel 2000 ha frequentato il Corso Prevenzione di rischi in edifici patrimoniali presso l’Università Cattolica del Cile, mentre nel 2001 quello di Conservazione album fotografici, presso il Centro Nazionale Patrimonio Fotografico del Cile.
Nel biennio 2003/04 ha frequentato un corso di tecniche e catalogazione della fotografia storica e moderna: acquisizione immagini (sistema digitale e analogico). Riconoscimento delle diverse tecniche dei sec. XIX e XX; allestimento delle opere presso il Politecnico di Milano e Agenzia Formativa Provincia di varese.
Diverse sono state le esposizioni tra le quali ricordiamo: Rayograph, Villa Pomini, Castellanza (VA), Camin Hotel Colmegna a Luino, “Oltre frontiere” a Varese e Zen (MI); Fogli del diario, Università di Santiago del Cile; Immagini di un sogno, Istituto culturale Di Providencia, Cile e Argentina.
Ha inoltre partecipato a diverse collettive presso la D’ARS di Milano, il Teatro Franco Parenti di Milano, il Museo Nazionale delle Belle Arti in Argentina, l’Università del Cile. Ha ottenuto il secondo premio al Salone d’arte fotografica, in Cile, nel 1991, 1992, 1993, 1997. Menzione onorifica al concorso di disegno, Manifesto dei 150 anni, Università del Cile, nel 1992. Primo premio, Fondazione Nuovo Mondo e Museo delle Belle Arti, Argentina, nel 1990.
Pubblicazioni:
Autrice del libro “Il fotografo Marcos Chamudes“, Università Internazionale SEK a Altazor, Cile, 2001. Coautrice del libro “Storia della fotografia in Cile“, Centro Nazionale Patrimonio fotografico, Cile, 2000. E’ stata altresì Curatrice della mostra e conferenza “Fotografia nel Museo Coloni Ebrei (Argentina), Congresso di fotografia nell’Università Cattolica del Cile e nel Museo Coloni Ebrei, Entre Rios, Argentina. L’anima degli oggetti – collezione Ray di karen Berestovoy.
Il Rayograph è una tecnica fotografica svincolata dall’uso della macchina fotografica e della pellicola; è sviluppata in una camera oscura direttamente sulla carta fotografica sensibilizzata con argento. Le immagini si disegnano dipingendo con i raggi di luce. Gli antecedenti di questa tecnica possono risalire agli heliografias di Niepce per la maniera di riprodurre le immagini direttamente sulla carta sensibile, ai calotipi di Talbot, per il gioco negativo-positivo e soprattutto ai fotogrammi di Man Ray o Christian Shad (schadografias) ed altri artisti dell’arte europea e americana degli anni 20, per il processo di fabbricazione dell’immagine senza camera, interponendo gli oggetti (o le loro ombre) fra la carta fotografica e la luce.
L’anima degli oggetti è una ricerca sulla padronanza e perfezione del Rayograph e sulla creazione d’immagini con un particolare valore estetico (a differenza delle rayografie di man Ray le quali erano principalmente un lavoro basato sull’improvvisazione). La collezione Ray è sempre composta da 99 immagini (che vengono sostituite di volta in volta per diversi motivi). La collezione Ray permette allo spettatore una partecipazione aperta da protagonista. La comprensione dell’arte, oggi indirizzata dai mass-media, ha creato nel pubblico la necessità di pre-intendere (o non intendere) cosa sta avvenendo. Quest’orientamento genera nelle persone una cancellazione mentale che non permette un apprezzamento estetico e una comprensione personale dell’immagine che vedono; la libertà di pensiero è sempre un dono che dobbiamo conservare e queste opere lo permettono.

